Riappropriarsi della rete per una riscrittura collettiva del presente

Una riflessione sulle contraddizioni aperte dall’Internet Festival

IF2014 racconta un’affascinante storia, la storia del bit come nuova materia, sorgente e struttura delle dimensioni del futuro possibile, che plasma nuove forme di vita quotidiana e di organizzazione globale. In un’economia in crisi, il bit, plasmato dalla libera creatività, è presentato come la risorsa che permetterà affermazione e realizzazione a menti ingegnose capaci di realizzare progetti che inseguano nuove strategie di guadagni e di marketing,.per garantire benefici e progresso all’umanità.
C’è anche chi vuole raccontare una storia simile, ma genuinamente rivoluzionaria.
Una rivoluzione non è solo un vestito nuovo o un’interfaccia più accattivante, ma la riscrittura collettiva di un sistema operativo.
Il racconto di IF tende un vecchio tranello e una nuova ragnatela.
Il tranello è la favola del mercato capitalisticocome sorgente di benessere e progresso. La storia del mondo occidentale è stata segnata da meravigliose imprese tecnologiche che hanno migliorato la qualità della vita e ne hanno espanso le possibilità, ma è lontanissimo l’obiettivo di garantire meno lavoro, meno stress, meno disuguaglianze. 
La nostra scommessa è ripensare l’accelerazione del processo tecnologico come un processo orientato verso la creazione di ricchezza sociale, relazioni e cooperazione, e contro le logiche di profitto. Solo così può rivelarsi uno strumento economico e politico in grado di rovesciare la crisi e cancellare ciò che l’ha provocata. In quest’ottica, la partecipazione diffusa e la condivisione di esperienze sono indispensabili, e la rete assume la condizione privilegiata di essere uno spazio attraversato e ricco di contraddizioni in cui sperimentare pratiche conflittuali. La rete è uno spazio digitale, ma non virtuale o simulato: non è abitata da alter-ego, ma da estensioni dei nostri corpi e delle nostre menti. E’ un terreno interconnesso con lo spazio fisico, e partecipa alla trasformazione del reale.
La ragnatela è la trappola con cui il mercato cerca di rinnovarsi cogliendo l’esigenza di cooperazione sociale e innovazione, e rispondendo con un nuovo modello di sviluppo tecnologico nella rete gestito da una nuova imprenditoria che sfrutti queste istanze.
La nostra convinzione è che non si possa realizzare una rivoluzionaria emancipazione sociale senza abbattere le regole del mercato. La produzione di valore monetario nelle economie occidentaliè già sostanzialmente legata ai servizi, al commercio, ai trasporti, alla comunicazione, alla finanza: si tratta di produzione immateriale che nasce dalla vita attiva e, soprattutto negli ultimi anni, ha rappresentato profitto per pochi dalla partecipazione di molti. La crescente importanza economica dei social network e dei big data è emblematica: il denaro prodotto corrisponde all’estrazione degli aspetti monetizzabili delle interazioni sociali.
Riconoscere questo aspetto è fondamentale per capire che i tempi sono maturi per poter pensare in termini di valore sociale piuttosto che di profitto capitalistico, e che l’emancipazione dovrà realizzarsi attraverso la pratica del conflitto economico e politico contro il capitale, da parte delle componenti della società che realizzano la cooperazione ma sono escluse dal profitto. Si tratta di un programma ambizioso, ma tante voci, finora poco ascoltate, ne discutono ed elaborano strategie. 
Come Exploit, nel laboratorio Tied in the Web, abbiamo provato ad affrontare questi temi. E’ disponibile un documento che raccoglie le nostre considerazioni al link http://exploitpisa.org/forme-di-sfruttamento-e-pratiche-liberanti-ai-tempi-dellespropriazione-diffusa/
Il 14 novembre, data per cui è programmato uno sciopero sociale nazionale, sarà cruciale per questo processo. La mobilitazione, nata dallo Strike Meeting, vedrà lavoratrici e lavoratori, precari, studentesse/studenti, attiviste/i sindacali, dei centri sociali e dei comitati che difendono i beni comuni mettere in atto strategie locali di sciopero sociale nate da assemblee territoriali. L’obiettivo di tali laboratori è di sfruttare la sinergia di esperienze eterogenee per individuare pratiche di conflitto incisive nel complesso panorama contemporaneo del lavoro. Più informazioni al link http://www.autistici.org/strikemeeting/
Vogliamo rovesciare il racconto: messa in chiaro la nostra prospettiva, diamo nuovo significato a parole d’ordine di IF come TAKE THE MONEY, COOPERATION WANTED, BREAK THE RULES.
L’invenzione di nuove strategie di estrazione di valore dalla partecipazione sociale, per esempio dalla rete, non contribuirà ad invertire una tendenza già esplicita: accumulazione di capitale da parte delle aziende più importanti che fagocitano ogni nuova esperienza secondo noti meccanismi finanziari, e sfilacciamento delle garanzie del mercato del lavoro, in cui le forme occupazionali non tradizionali soffrono maggiormente la mancanza di riconoscimento. Il capitale continua a rinnovarsi per sopravvivere dall’inizio della sua storia. Richiediamo in maniera decisa una forma di remunerazione della nostra partecipazione attiva, dalla quale il capitale estrae valore: un’idea avanzata è quella di un reddito di base incondizionato che sia finanziato dalle forze produttive della società, e non sia di natura assistenziale. La ricchezza che produciamo va ben oltre i tempi di lavoro, e vogliamo che ciò sia riconosciuto. La garanzia di forme di ridistribuzione è la condizione per una reale cooperazione sociale e incentivo alla sperimentazione.
In questo contesto vanno inquadrate proposte come la “Moneta del comune”: a differenza delle criptomonete elettroniche come il Bitcoin, che pure può essere un interessante tentativo di implementazione del concetto di moneta alternativa, ma anche a causa della tecnologia utilizzata non riesce ad eliminare i cortocircuiti dell’accumulazione e della speculazione, è da intendersi come strumento della cooperazione sociale per realizzare contropotere finanziario. Una proposta è quella di una moneta che sia una forma di remunerazione della partecipazione sociale come un reddito di base incondizionato, all’interno di un circuito finanziario alternativo che preveda un istituzione finanziaria del comune, in grado di emettere la moneta di nuova creazione, che rappresenti potere d’acquisto da spendere in primo luogo nei servizi sociali (tessera del trasporto, servizi sanitari e di istruzione, ad esempio), produzione dell’uomo per l’uomo e che non permetta meccanismi di accumulazione.
La dispersione spaziale comporta innanzitutto individualizzazione. Il lavoro cognitivoè il lavoro senza fabbriche, né come luogo fisso di sfruttamento né come luogo di ricomposizione di classe
Per agire nell’era della produzione diffusa deve essere diffuso anche il sabotaggio stesso, agendo sui flussi virtuali che costituiscono le nuove autostrade, i nuovi binari da occupare.
Abbattere il muro tra movimenti sociali e hacktivisti, aprire spazi reali di aggregazione in cui confrontare competenze tecniche e politiche sulla rete è il passo decisivo che dobbiamo affrontare.
invaders
Un po’ di risorse per approfondire il discorso:
Manifesto per una politica accelerazionista, A. Williams, N. Srnicek http://www.euronomade.info/?p=1328
Riflessioni sul Manifesto per una politica accelerazionista, A. Negri http://www.euronomade.info/?p=1684
Il datagate dell’opinione pubblica, B.Vecchi (http://www.euronomade.info/?p=1116)
Reddito di base incondizionato come reddito primario, A. Fumagalli e C. Vercellone
Biorank vs Commoncoin. Algoritmi, criptomonete, macchine autoreplicanti e trasformazioni del bios nel capitalismo cognitivo, G. Griziotti e C. Vercellone http://quaderni.sanprecario.info/2014/06/biorank-vs-commoncoin-algoritmi-criptomonete-macchine-autoreplicanti-e-trasformazioni-del-bios-nel-capitalismo-cognitivo-di-giorgio-griziotti-e-carlo-vercellone/
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