Organizzarsi nelle fratture globali. Discussione con la redazione di Teiko
Mar 17/03 – 17:00 @ Exploit
Solo pochi mesi fa abbiamo letto, presentato e discusso, con l’autore Rodrigo Nunes, il libro Né verticale né orizzontale, spintə dall’interesse di ragionare sulle forme di organizzazione politica. Nello stesso periodo in cui leggevamo Nunes, è nata la rivista TEIKO, che, per sentieri diversi, porta ugualmente in discussione le forme di organizzazione politica e lo scenario attuale in cui questa deve muoversi. A distanza di qualche mese, e con l’aggravarsi delle crisi internazionali, sentiamo la necessità di continuare questi discorsi. Oggi più che mai sentiamo l’esigenza di organizzarci nelle fratture globali, ma con quali strumenti? E cosa sono queste fratture?
Se verticalismo e orizzontalismo sembrano aver esaurito la loro spinta propulsiva, il tema dell’organizzazione esige forme e pratiche nuove per andare oltre le maree dei movimenti. Abbiamo bisogno di un’ecologia, di infrastrutture e di hub di militanza, in cui curare la nostra potenza. Ma in che modo organizzazioni e movimenti diversi diventano consci del fatto o della necessità di stare in ecologia tra di loro? Come l’autonomia di ciascun gruppo non diventa dispersione?
Dall’altra parte, ragionare dell’organizzazione senza pensare per cosa ci si organizza e in quale mondo ci si organizza, sarebbe pura astrazione. Per questo, abbiamo bisogno di nuovi obiettivi, strategie, immaginari, ma soprattutto di categorie nuove per interpretare la realtà. Il sistema mondo, oggi in crisi, rimette in discussione questioni come la globalizzazione, l’imperialismo e l’internazionalismo. Vogliamo chiederci come mettiamo in campo delle lotte di rilevanza locale, che riescano a risuonare con lotte e questioni globali o prevalenti. E ancora, come la digitalizzazione, la piattaformizzazione e la virtualizzazione del capitalismo, influenzano il nostro internazionalismo; quali spazi di agibilità abbiamo nell’attuale mondo informatico? Quali nuove pratiche di lotta politica?
Pensiamo questa discussione come un momento di elaborazione teorica collettiva, aperta specialmente ai soggetti con cui condividiamo lotte e assemblee. Per questo ci prendiamo del tempo e prepariamo un’aperitivo sociale, per continuare a chiacchierare, confrontarci e stare insieme.
Che cos’è Teiko?
È una bussola per orientarsi nel caos sistemico del presente: per pensare nuove militanze; connettere voci e prospettive, dall’Italia ma guardando fin dall’inizio al mondo; costruire una cartografia del dominio e delle lotte e interpretarla politicamente; rilanciare lo sguardo dell’operaismo rivoluzionario coniugandolo e contaminandolo con altre tradizioni.
Di cosa parla il numero 0?
Il N.0 tratta dell’Enigma dell’organizzazione: tema classico che si ripropone oggi in nuove condizioni e a partire dalla registrazione di un problema: in questo primo quarto del ventunesimo secolo abbiamo assistito (e partecipato) a un impressionante susseguirsi di movimenti e lotte a livello globale e territoriale. Questi movimenti e queste lotte hanno profondamente trasformato il linguaggio politico. Hanno in qualche modo formulato elementi di una nuova strategia per la trasformazione radicale dell’esistente. Tuttavia, hanno regolarmente incontrato un limite di fronte alla necessità di consolidare ed estendere nel tempo la loro azione trasformatrice.
Cosa leggiamo nel numero 1?
L’obiettivo di Mondi è offrire un insieme di strumenti per pensare politicamente il mondo in cui viviamo. La crisi del sistema internazionale si intreccia oggi con la crisi altrettanto radicale che investe il “sistema mondo” – ovvero l’organizzazione politica del mercato mondiale così come si era configurata a partire dal protagonismo dei principali attori capitalistici nell’alleanza con potenze territoriali egemoni. Proprio per questo la guerra, combattuta sul terreno o capace di strutturare con le sue logiche economie, sistemi politici e società, si è installata al centro della congiuntura. Questioni antiche, come il rapporto tra guerra e capitale, tra capitalismo e imperialismo, si pongono oggi in modo nuovo.




