Proiezione – La gang del bosco
Largo Bruno Pontecorvo 2
Pisa
Perché un ciclo di proiezioni di cartoni animati? Per tornare a immaginare e per svegliare la fantasia di grandi e piccinə. Perché oltre a studiare, capire, organizzarci, forse abbiamo ancora tanto bisogno di emozionarci, per cambiare questo mondo sempre più truce, in guerra e al collasso climatico. Abbiamo bisogno di uno sguardo nuovo per costruire sulle macerie del vecchio, di “occhi non offuscati dall’odio” con cui vedere orizzonti belli oltre la catastrofe eco-climatica. Per crescere come comunità, coltivare la nostra immaginazione che trasforma il reale, sia per lə più che per lə meno adultə. Leggi di più alla pagina principale.
Domenica 15 Febbraio proietteremo La gang del bosco (2006). Le nostre città sono compatibili con la natura circostante? No, se continuiamo a riempire di cemento ogni spazio verde. Questo è lo choc iniziale del cartone “La gang del bosco”.
Una famiglia di animali, i cui ruoli e rapporti di parentela sono decisamente alternativi alla nostra “famiglia tradizionale”, si accorge che il proprio bosco è stato improvvisamente ristretto e confinato da una siepe dalle dimensioni spropositate. A questi si aggiunge RJ, un procione senza casa e famiglia, che li introduce alla vita, ma soprattutto al modo di produzione e di consumo umano.
RJ, infatti, conosce nei minimi dettagli tutte le abitudini consumistiche degli esseri umani, specialmente quelle legate al cibo. Lo stesso consumismo, ad ogni modo, che ha portato gli umani alla costruzione del suburb, che ora minaccia i confini del bosco. Il procione si mette, allora, alla guida di questa “gang”, che inizia a compiere una serie di rocamboleschi furti per l’approvvigionamento del cibo.
All’apparenza sembrerebbe una risposta ai limiti imposti dalla cementificazione, e di conseguenza alla minor possibilità di procacciarsi del cibo. E in parte lo è. Ma RJ è un protagonista tutt’altro che sincero. Ha, infatti, contratto un debito con un temibile orso e cerca di sfruttare gli altri animali per accumulare quanti più alimenti possibili da restituirgli. Tuttavia, l’affetto che lega gli animali porterà RJ a pentirsi e a risolvere il pasticcio che lui stesso ha creato.
Il film ha, insomma, un finale positivo perché i principali antagonisti umani, e così anche l’orso, vengono sconfitti. Ma non si può dire che lo stesso accada con il modello di sviluppo e consumo di suolo, che priva gli animali del loro bosco. Sta a noi, allora, immaginare e costruire città coesistenti con la natura, libere dalla speculazione immobiliare e da ogni forma di sfruttamento. Per questo a introdurre questo film ci saranno lə compagnə di Bologna for climate justice, che approfondiranno il tema delle ecologie urbane.



