Sulla fine della trattativa

Dopo due mesi la lenta e faticosa trattativa tra gli studenti di Exploit e il dipartimento di matematica sembrava essere arrivata a una conclusione positiva: l’accesso a tutti gli studenti tramite tessera e un assemblea aperta di gestione. Ma il 20 Giugno scorso il consiglio di dipartimento ha deciso di non votare il regolamento prodotto dalla commissione costituitasi appositamente per mediare tra il dipartimento e gli occupanti.
Sorvolando sulle pesanti e preoccupanti accuse di alcuni membri del consiglio nei confronti degli occupanti, non possiamo che interpretare il rifiuto di votare il testo proposto in sede di consiglio dagli stessi docenti della commissione come segno della volontà di sottrarsi a ogni assunzione di responsabilità sull’esito della trattativa.
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Sulla cogestione degli spazi

Il 9 aprile di quest’anno gli studenti e le studentesse di eXploit hanno occupato l’ex aula AM2 del dipartimento di matematica. Quello spazio era fino a quel momento fortemente sottoutilizzato e riservato a corsi di eccellenza. La carenza di spazi è uno degli effetti significativi della crisi in cui versa l’università oggi; una carenza che trasforma radicalmente la quotidianità universitaria privando gli studenti non solo di spazio fisico ma anche di spazi di incontro, scambio, condivisione, socialità e confronto.

Da qui nasce l’esigenza dell’occupazione di eXploit, che è oggi un aula studio attraversata e vissuta quotidianamente da decine e decine di studenti di ogni corso di laurea. eXploit è anche spazio di autoformazione, creazione di saperi critici e sede di seminari e laboratori autogestiti.
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Gli aforismi sono come i ragni

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Gli aforismi sono come i ragni: camminano sui muri.
E’ sorprendente quante cose si possono imparare leggendo sui muri di una città: i muri, se non lasciati brutalmente spogli, sanno narrare storie di genti comuni e di popoli in lotta, possono suggerire utili consigli di vita ad un passante sconosciuto, o ancora fornire ad un turista quei curiosi dettagli di vicende urbane che sfuggono pure alla più aggiornata guida del Touring.
Una sera, passeggiando nel centro storico in compagnia, ci imbattemmo in una citazione di Oscar Wilde della quale non ricordo i dettagli ma che ci permise di avviare una coinvolgente discussione sulla condizione della donna nell’ età vittoriana, discussione che si prolungò poi per tutta la serata, e dalla quale ho imparato a prestare più attenzione a quelle anonime scritte che popolano le pareti. Continue reading “Gli aforismi sono come i ragni”

Mille occhi su Pisa

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Siamo qui per celebrare un record: Pisa è ufficialmente la città più controllata d’Italia. In una recente ricognizione abbiamo contato più di 600 telecamere atte alla sorveglianza e concentrate nel centro città, frutto maturo del patto “Pisa città sicura” firmato qualche anno fa tra il sindaco Filippeschi e l’ex ministro dell’interno Maroni. Il testo del patto è ambiguo, ma esplicito: se da un lato i corpi marginali della comunità pisana – migranti e studenti, essenzialmente – vengono considerati una preziosa e lucrosa risorsa da non contrariare, dall’altro quegli stessi fenomeni di migrazione – fenomeni massicci, visto che la popolazione residente è quasi eguagliata in numero da quegli stessi corpi marginali – vengono individuati come causa di un generalizzato problema di sicurezza e di gestione dell’ordine pubblico. Continue reading “Mille occhi su Pisa”