SEX WORK – Due giorni di dibattito sul lavoro sessuale

La marea #NonUnaDiMeno che il 26 novembre ha invaso le strade di Roma ha aperto in Italia una nuova stagione di lotte femministe, trans-femministe e queer. È all’interno di questo percorso che vogliamo inserire un momento di riflessione e discussione sul lavoro sessuale, a partire dalle di coltà che il tema, per la sua complessità, ha posto tanto ai movimenti femministi quanto a quelli più strettamente operaisti, che spesso hanno escluso le sex workers sia dalle lotte delle donne che da quelle sul lavoro.Da un lato, la tradizione classica marxista e operaista che, assumendo la centralità della fabbrica come luogo di produzione di plusvalore, ha spesso relegato a una condizione di invisibilità tutte le forme di lavoro riproduttivo. Dall’altro, la tradizione femminista che, al contrario, pur mettendo in luce il ruolo della riproduzione sociale nei processi di accumulazione, si è spesso opposta al lavoro sessuale e alle rivendicazioni delle sex workers attestandosi su posizioni abolizioniste. Continue reading “SEX WORK – Due giorni di dibattito sul lavoro sessuale”

Sì Canapisa, No Daspo

Il 28 maggio dalle 16 alle 00, potrà sfilare per le strade di Pisa la decennale pacifica street parade promossa dall’Osservatorio Antiproibizionista-Canapisa Crew, che come ogni anno porterà in città migliaia di persone da tutta Italia, unite dall’opposizione contro le norme fortemente restrittive in materia di uso e consumo di sostanze stupefacenti, norme queste che ormai da decenni caratterizzano il nostro paese.
Tuttavia, fino a qualche giorno fa, l’evento ha subito l’ennesimo tentativo di blocco da parte delle istituzioni. Infatti, il comune di Pisa, nella figura di Susanna Falsetti, ha notificato agli organizzatori una imbarazzante fidejussione di 5000 euro, a garanzia di eventuali danni prodotti durante la manifestazione. Un’azione, questa, che non ha precedenti nei fatti. Fortunatamente, la caparbietà che caratterizza chi ogni anno costruisce questo spazio di partecipazione ha portato – così si apprende dalle parole del prefetto Visconti – all’autorizzazione del corteo anche senza la polizza richiesta dalle istituzioni. Continue reading “Sì Canapisa, No Daspo”

Perché tutto quello che è stato detto sul corteo antilega è falso

Tante parole sono state spese sulla manifestazione di sabato in risposta al raduno dei giovani della lega nord.
Scorrendo le pagine online dei quotidiani locali emerge una trama già letta, fatta di antagonisti violenti, professionisti del caos, bombecarta, poliziotti maltrattati e sdegno generalizzato da parte delle istituzioni.
A chi c’era le cose sembrano essere andate in modo un po’ diverso, di seguito alcuni dei punti che ci sembra più importante evidenziare.

“Scontri”: un’annosa questione terminologica.
Su ogni articolo uscito si è parlato di “scontri” tra polizia e manifestanti. La sensazione di chi, come noi, era sceso in piazza, è stata piuttosto quella di ricevere delle cariche ripetute e ingiustificate.
Aggiungiamo un sussidio visivo:

I manifestanti sono stati caricati senza essere andati a contatto con i poliziotti. Noi ci trovavamo di fronte al cordone di polizia perché contrari all’interdizione di una grossa fetta di città a tutela di un partito xenofobo, e questo gesto non può essere perseguibile a manganellate.

Queste esagerazioni le abbiamo colte anche nell’insistenza a riportare presunti lanci di sassi e il ferimento di un poliziotto a causa del lancio di bombe carta: erano uova e foglie di insalata. Ci rendiamo conto che l’uso della parola bomba carta sia più funzionale in termini di click e visualizzazioni, ma per quanto abbiamo potuto osservare quel giorno sono esplosi in tutto due o tre petardi.

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Sullo sfondo, sasso verde colpisce poliziotto.

Sindaci confusi

La parola al sindaco: Meno di 200 persone oggi hanno bloccato una città intera e hanno costretto ad una numerosa e costosa mobilitazione delle forze dell’ordine, mettendo a rischio con la violenza l’incolumità di chi deve garantire la sicurezza di tutti.
Non si può negare che le affermazioni del sindaco Filippeschi sembrano quelle di una persona non informata sui fatti, di chi sabato mattina, dopo essersi affacciato dalla finestra del comune, si accorge che centinaia di poliziotti si sono “impossessati” della sua città. Ci sembra però che l’amministrazione comunale debba rendere conto del fatto che se gran parte del centro di Pisa era bloccato, la responsabilità è anche di chi, come Filippeschi e la sua amministrazione, ha permesso e richiesto uno spiegamento di poliziotti con tanto di elicottero evidentemente sproporzionato rispetto alla situazione. La sproporzione appare ancor più evidente considerando il costo che una tale mobilitazione di forze ha determinato, quando al contempo si negano i fondi per l’edilizia popolare o per riparare le scuole che cadono a pezzi.

Altro ritornello immancabile quello degli antagonisti, ripetuto nonostante in piazza ci fossero studenti (anche delle superiori), famiglie sotto sfratto e antirazzisti di ogni provenienza.

Non contento, Filippeschi prosegue: La città esprime apprezzamento e solidarietà alle forze dell’ordine che hanno operato con professionalità ed equilibrio.
Se professionalità vuol dire caricare a freddo un corteo che indietreggia, dividerlo creando due cordoni di polizia uno sul ponte della Fortezza, che minaccia la parte dei manifestanti rimasta lì urlando “se fate un solo passo, vi carichiamo tutti”, e l’altro sul Lungarno che ha violentemente caricato, inseguito e picchiato centocinquanta metri chi non era abbastanza veloce per scappare, innescando un vero e proprio meccanismo di caccia all’uomo, allora sì abbiamo assistito ad un esempio di impeccabile professionalità.
E se le nostre parole non sono abbastanza efficaci, lasciamo parlare il video sopra e quest’immagine:

Ecco un esempio di poliziotti equilibrati che svolgono il loro dovere
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E per concludere:

Alla fine a fare notizia per la Lega sono stati solo gli assist degli antagonisti, com’è accaduto in altre città. Come dire: gli estremi si toccano.

Forse quando parla di estremi che si toccano, il sindaco del PD intende riferirsi all’agenda della sua amministrazione che utilizza le ruspe quando si tratta di sgomberare campi rom e che ruggisce contro il degrado.

Dopo la giornata di sabato abbiamo riscontrato che a Pisa, come purtroppo nel resto d’Italia, a provocare tensione e disordini sia proprio la gestione aggressiva e sconsiderata delle manifestazioni di dissenso e a risentirne – con buona pace degli agenti “tramortiti” – è la tenuta democratica della città. Anche la qualità dell’informazione non differisce troppo dagli standard nazionali: si preferisce scrivere la parola “scontri” o “bombacarta”, mistificando davvero la realtà dei fatti e raccontando il falso, piuttosto che dire che alla manifestazione dei giovani della Lega hanno partecipato pochissime persone che non hanno perso tempo a strumentalizzare i gravi fatti di Parigi, successi solo il giorno prima, in perfetta linea con le idee di odio, violenza e paura che il loro leader Salvini continua a professare.

Avremmo preferito che i giornali scrivessero che chi scende in piazza per contrastare la Lega, non lo fa per fomentare l’odio o cercare l’impatto con le forze dell’ordine, ma per dire con fierezza e convinzione che a Pisa i razzisti, gli xenofobi e gli omofobi, non passeranno mai sotto il nostro silenzio.

Rapina a mano armata – ore 15 corteo da Palazzo Ricci

Martedì 20 ottobre 2015 una partecipata assemblea d’ateneo all’Università di Pisa – abbastanza grande da non poter essere contenuta nelle aule e di conseguenza spostata nel giardino del Polo Fibonacci – ha deciso di procedere in un corteo che con determinazione si è ripreso il Polo Ex Gea. Figuriamoci la sorpresa dei più di 300 studenti nello scoprire che il capannone del Polo era interamente occupato da libri delle case editrici dell’Università – la PLUS, sciolta qualche anno fa a seguito di uno scandalo legato a buchi di bilancio, e la Pisa University Press, costituita proprio per proseguire l’attività coprendo il precedente scandalo. Gli studenti hanno più volte chiesto in conferenza stampa all’Università di esprimersi sulla presenza imprevista dei libri nel capannone e di chiarire i rapporti tra la presenza dei libri lasciati in stato di incuria in un Polo sottoutilizzato e certamente oggetto di scarsa manutenzione (tanto che le infiltrazioni d’acqua nei magazzini seminterrati ci hanno regalato una deliziosa piscina quasi balneabile) e le operazioni di scambio in atto tra l’Università e il palazzinaro Madonna, che prevederebbero la permuta di una parte dell’ex convento delle Benedettine, da anni destinato a diventare uno studentato, con lo stesso Polo Ex Gea. Sarà un caso che il figlio di Madonna sia il revisore dei conti della Pisa University Press? Per tutta risposta, l’Università – presumibilmente nella persona di Massantini, direttore dell’economato – ha mandato nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre la celere in grande spolvero, con tanto di sgommate di camionette e pistole alla mano a minacciare gli studenti e identificarli accusandoli di furto, proprio mentre gli studenti stavano allestendo un aperitivo di autofinanziamento per il Borda Fest che si terrà a Lucca la prossima settimana.

Ci sembra gravissimo che l’Università si rifiuti di pubblicare i documenti relativi alle case editrici e di esprimere qualunque opinione in merito allo scandalo dei libri; ci sembra assurdo che a pratiche consolidate di autogestione si risponda con un immaginario da Far West; abbiamo già manifestato il nostro dissenso e la nostra rabbia ieri pomeriggio – una volta ottenuto il rilascio dei/lle compagn* – in un corteo spontaneo che, facendo il giro del centro di Pisa, ha visto centinaia di studenti protagonisti di sanzioni al Rettorato e della riappropriazione di Palazzo Ricci, occupato la notte scorsa.

Oggi, venerdì 23 ottobre, alle 15 ci vediamo tutt* a Palazzo Ricci per ripartire in corteo. Chiediamo ragione del sistema CORROTTO E MAFIOSO difeso ARMI ALLA MANO dall’università di Pisa e dall’amministrazione della stessa città, chiediamo le dimissioni del rettore Augello, del direttore dell’economato Massantini e del capo della Digos Rainone.

I VERI LADRI SONO LORO
FACCIAMOGLIELA PAGARE
RIPRENDIAMOCI TUTTO