Non è un paese per giovani. E la colpa non è nostra.

Una risposta a Francesco Cancellato (Linkiesta) da chi le lotte contro la distruzione dell’università e della ricerca le ha fatte davvero. Tutte quante.

Il giorno dopo i complimenti pubblici rivolti sui social dal ministro dell’istruzione Giannini ai 30 ricercatori italiani vincitori di un’importante fondo di ricerca europeo, è diventata virale in rete la risposta di Roberta D’Alessandro, vincitrice di uno di quei fondi: più della metà di quei “cervelli”, sostiene la ricercatrice, non è più in Italia, ma sta conducendo studi con altre università europee.

Non ci interessa qui soffermarci sul post in risposta al ministro, nel quale la ricercatrice sottolinea come in Italia sia stata scavalcata da altri che in fondo non si “meritavano” di passarle avanti: sappiamo bene che la meritocrazia, spesso indicata come panacea dei mali della ricerca e dell’università italiana, è in realtà uno strumento per creare divisioni tra i pochi che “eccellono” e i molti a cui sono riservate le macerie. E non ci interessa neppure ripetere il ritornello per cui chi lascia l’Italia è da ritenersi “cervello in fuga”, mentre chi rimane è pur sempre un “bamboccione”, quando è invece evidente che il futuro dentro e fuori l’università in Europa è sempre più precario.

Vogliamo piuttosto porre l’accento su altro: mentre il ministro Giannini provava a rimediare alla figuraccia, c’è chi crede di aver trovato il vero colpevole delle condizioni disastrose in cui versano università e ricerca in Italia. Francesco Cancellato, il direttore de Linkiesta, ci aiuta a trovare i responsabili. Continue reading “Non è un paese per giovani. E la colpa non è nostra.”

Comunicato 29 ottobre 2015 – Assemblea di Ateneo

Dall’occupazione dell’economato rilanciamo la mobilitazione

Giovedì 29 ottobre noi studenti ci siamo riuniti in un’ assemblea d’ateneo ottenuta dal Rettore la settimana scorsa, al termine del corteo che nasceva dall’indignazione per l’intervento armato della polizia contro gli studenti che si trovavano all’ex-gea.
Dall’assemblea è emersa una riflessione sui gravissimi fatti recenti, sul legame fra le conseguenze del nuovo ISEE e la mala gestione delle risorse pubbliche da parte dell’università, invischiata in un sistema di corruzione e speculazione e perciò incapace di dare risposte immediate ai problemi sollevati dagli studenti. Spinti dalla necessità di continuare a segnalare le irresponsabilità dell’ateneo nei nostri confronti, siamo usciti dall’assemblea in corteo per attraversare vari poli universitari arrivando fin dentro le stanze dell’economato, per poter parlare direttamente con Massantini, dirigente del patrimonio immobiliare dell’università, che ha preferito darsi alla fuga. Al suo posto, una quantità considerevole di prorettori e il dirigente generale economatoGrasso si è affacciata dai propri uffici inscenando con noi un debole confronto, durante il quale nessuno di loro si è esposto in prima persona in merito all’utilizzo delle risorse d’Ateneo e agli effetti del nuovo calcolo dell’ISEE, rifiutandosi anche  di prendere una posizione pubblica chiara rispetto alle pistole sfoderate in uno spazio dell’università. Hanno inoltre mostrato un’imbarazzante ignoranza rispetto alle nostre segnalazioni circa l’ex convento delle Benedettine, immobile acquistato  a caro prezzo dall’ Unipi per ospitare studenti stranieri e professori in visita, ma attualmente in gestione di una cooperativa privata, che ne ha fatto un residence    per turisti, con tanto di recensioni su Trip Advisor. Il loro atteggiamento è l’ennesima conferma di come un sistema di potere, oggi immobile, muto e ignaro, resti aggrappato alle proprie prerogative e gestisca e faciliti il restringimento dell’ accesso a una formazione di qualità, agli spazi e alle risorse del nostro ateneo.


Per questo, oltre ad essere determinati a continuare la mobilitazione per la cancellazione del nuovo ISEE nei poli, nei dipartimenti, nelle residenze studentesche, usciamo dall’ultima giornata con la volontà ancora più forte di tornare a interrogare l’università in merito alle sue responsabilità e di contrapporsi alle sue risposte insufficienti con le seguenti proposte:

– Esenzione dal pagamento della prima rata per gli esclusi dalla borsa distudio a causa del nuovo ISEE
– Riduzione delle tasse d’iscrizione, a fronte delle nuove entrate cui gioverà l’università se verrà mantenuto questo ricalcolo dell’ISEE
– Rescissione del contratto con i gestori delResidence universitario de Le Benedettine e assegnazione delle stanzeagli studenti in emergenza abitativa e perdenti borsa
– Dimissioni del direttore dell’economato Massantini e del Rettore Augello
– Assunzione piena della responsabilità o condanna ufficiale dell’Ateneo per l’intervento della polizia in università, richiedendo con tutti noi le dimissioni del Questore
– Cancellazione del nuovo ISEE

Non rinunceremo quindi a far visita al senato accademico di mercoledì prossimo per portare avanti la nostra protesta.

Studenti contro il nuovo ISEE

Assemblea d’Ateneo!

GIOVEDÌ 29 ORE 10.30 AL POLO FIBONACCI

A seguito dell’assemblea d’Ateneo del 20 ottobre per lottare contro gli effetti del nuovo calcolo ISEE e contro questo modello di università abbiamo deciso di occupare come base organizzativa il polo didattico dell’ex GEA. Qui abbiamo rinvenuto un magazzino abusivo di libri, occultato dell’università per conto della PLUS. Erano molti dei nostri testi d’esame per i quali paghiamo un costo salatissimo. L’irruzione della polizia in università pistole alla mano nel pomeriggio di giovedì con la grottesca accusa di furto e ricettazione ci ha portato a reagire all’ennesimo abuso: eravamo in centinaia in corteo la sera di giovedì e nel pomeriggio di venerdì, centinaia a occupare lettere determinati a smascherare il sistema di corruzione che, anche in università, privandoci delle nostre risorse e svendendo il patrimonio pubblico, si associa a meccanismi di esclusione come il nuovo ISEE per farci pagare di più e impoverirci. Conosciamo i responsabili. Continuiamo a lottare!

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Vogliamo:

– Che il governo cancelli il nuovo calcolo ISEE
– Che i perdenti borsa a causa del calcolo vengano reintegrati nelle graduatorie
– La convocazione di un nuovo bando straordinario a parametri mutati
– L’apertura di Santa Croce in Fossabanda come residenza studentesca e la conversione del residence de Le Benedettine da albergo privato di UniPi a foresteria per gli studenti perdenti borsa.
– Blocco dell’alienazione del patrimonio pubblico d’Ateneo
– Blocco dell’aumento delle tasse
– Dimissioni dell’economo d’Ateneo Massantini, responsabile dello scandalo ex Gea e mandante della polizia in università

Rapina a mano armata – ore 15 corteo da Palazzo Ricci

Martedì 20 ottobre 2015 una partecipata assemblea d’ateneo all’Università di Pisa – abbastanza grande da non poter essere contenuta nelle aule e di conseguenza spostata nel giardino del Polo Fibonacci – ha deciso di procedere in un corteo che con determinazione si è ripreso il Polo Ex Gea. Figuriamoci la sorpresa dei più di 300 studenti nello scoprire che il capannone del Polo era interamente occupato da libri delle case editrici dell’Università – la PLUS, sciolta qualche anno fa a seguito di uno scandalo legato a buchi di bilancio, e la Pisa University Press, costituita proprio per proseguire l’attività coprendo il precedente scandalo. Gli studenti hanno più volte chiesto in conferenza stampa all’Università di esprimersi sulla presenza imprevista dei libri nel capannone e di chiarire i rapporti tra la presenza dei libri lasciati in stato di incuria in un Polo sottoutilizzato e certamente oggetto di scarsa manutenzione (tanto che le infiltrazioni d’acqua nei magazzini seminterrati ci hanno regalato una deliziosa piscina quasi balneabile) e le operazioni di scambio in atto tra l’Università e il palazzinaro Madonna, che prevederebbero la permuta di una parte dell’ex convento delle Benedettine, da anni destinato a diventare uno studentato, con lo stesso Polo Ex Gea. Sarà un caso che il figlio di Madonna sia il revisore dei conti della Pisa University Press? Per tutta risposta, l’Università – presumibilmente nella persona di Massantini, direttore dell’economato – ha mandato nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre la celere in grande spolvero, con tanto di sgommate di camionette e pistole alla mano a minacciare gli studenti e identificarli accusandoli di furto, proprio mentre gli studenti stavano allestendo un aperitivo di autofinanziamento per il Borda Fest che si terrà a Lucca la prossima settimana.

Ci sembra gravissimo che l’Università si rifiuti di pubblicare i documenti relativi alle case editrici e di esprimere qualunque opinione in merito allo scandalo dei libri; ci sembra assurdo che a pratiche consolidate di autogestione si risponda con un immaginario da Far West; abbiamo già manifestato il nostro dissenso e la nostra rabbia ieri pomeriggio – una volta ottenuto il rilascio dei/lle compagn* – in un corteo spontaneo che, facendo il giro del centro di Pisa, ha visto centinaia di studenti protagonisti di sanzioni al Rettorato e della riappropriazione di Palazzo Ricci, occupato la notte scorsa.

Oggi, venerdì 23 ottobre, alle 15 ci vediamo tutt* a Palazzo Ricci per ripartire in corteo. Chiediamo ragione del sistema CORROTTO E MAFIOSO difeso ARMI ALLA MANO dall’università di Pisa e dall’amministrazione della stessa città, chiediamo le dimissioni del rettore Augello, del direttore dell’economato Massantini e del capo della Digos Rainone.

I VERI LADRI SONO LORO
FACCIAMOGLIELA PAGARE
RIPRENDIAMOCI TUTTO