Trappole individualizzanti contro potenzialità costituenti: analisi e prospettive del conflitto in Rete

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Come realtà di movimento testimone dello svolgersi degli eventi di questi ultimi anni riteniamo ormai imprescindibile in un’analisi politica dover considerare anche il ruolo giocato da Internet e dai nuovi media nella costituzione dei rapporti sociali.

Se per McLuhan il mezzo tecnologico ed in particolare il mezzo di comunicazione era un’estensione del corpo fisico, Internet offre la possibilità di riprodurre interamente la nostra identità e quindi le nostre relazioni all’ interno di uno pseudo-luogo virtuale, somigliante e interferente con quello reale e all’interno del quale si riproducono gran parte delle dinamiche a cui siamo abituati. In quanto estensione del nostro corpo fisico, anche quello virtuale sarà quindi potenziale strumento di emancipazione e di liberazione, così come sarà soggetto alle stesse pratiche di controllo a cui siamo soggetti nella quotidianità.
I processi produttivi, i tentativi di repressione e le possibilità di lotta si riassettano davanti ad un nuovo scenario, adattandosi come possibile per proseguire, anche al di là dello schermo, le pratiche a loro affini.

Nell’era di un capitalismo avanzato e al passo con le nuove tecnologie, Internet non è dunque da considerarsi strumento neutrale o addirittura mezzo definitivo per giungere pacificamente ad una liberazione, ma spazio di contrasto e di conflitto sul quale dover fronteggiare nuove forme di sfruttamento tanto ingannevoli quanto insidiose.
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Exploit!

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EXPLOIT è un attacco informatico, che sfruttando una vulnerabilità o una falla di sicurezza, prende il controllo di un sistema bersaglio.

EXPLOIT è riconoscere, stanare e rovesciare il bieco sfruttamento di risorse, di corpi e di tempo; lo sfruttamento che sentiamo addosso, che cadenza il ritmo della vita, che regola le relazioni.

EXPLOIT è anche un luogo fisico, un’aula del dipartimento di matematica fino ad ora riservata a percorsi d’eccellenza aperti a pochi e in pochi momenti. Un’aula sottoutilizzata, residuo di un’ università in declino indifferente ai bisogni degli studenti; che chiude spazi di aggregazione, biblioteche, aule studio per sostiturle con uffici mentre esilia la didattica lontano dal centro storico, trasformato così in sterile emblema del turismo usa-e-getta.
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