Non è un paese per giovani. E la colpa non è nostra.

Una risposta a Francesco Cancellato (Linkiesta) da chi le lotte contro la distruzione dell’università e della ricerca le ha fatte davvero. Tutte quante.

Il giorno dopo i complimenti pubblici rivolti sui social dal ministro dell’istruzione Giannini ai 30 ricercatori italiani vincitori di un’importante fondo di ricerca europeo, è diventata virale in rete la risposta di Roberta D’Alessandro, vincitrice di uno di quei fondi: più della metà di quei “cervelli”, sostiene la ricercatrice, non è più in Italia, ma sta conducendo studi con altre università europee.

Non ci interessa qui soffermarci sul post in risposta al ministro, nel quale la ricercatrice sottolinea come in Italia sia stata scavalcata da altri che in fondo non si “meritavano” di passarle avanti: sappiamo bene che la meritocrazia, spesso indicata come panacea dei mali della ricerca e dell’università italiana, è in realtà uno strumento per creare divisioni tra i pochi che “eccellono” e i molti a cui sono riservate le macerie. E non ci interessa neppure ripetere il ritornello per cui chi lascia l’Italia è da ritenersi “cervello in fuga”, mentre chi rimane è pur sempre un “bamboccione”, quando è invece evidente che il futuro dentro e fuori l’università in Europa è sempre più precario.

Vogliamo piuttosto porre l’accento su altro: mentre il ministro Giannini provava a rimediare alla figuraccia, c’è chi crede di aver trovato il vero colpevole delle condizioni disastrose in cui versano università e ricerca in Italia. Francesco Cancellato, il direttore de Linkiesta, ci aiuta a trovare i responsabili. Continue reading “Non è un paese per giovani. E la colpa non è nostra.”

Nella nostra agenda c’è lo sciopero sociale

 Domenica 12 l’Internet festival aveva invitato, come relatrice per un’iniziativa dal titolo “Agire per l’agenda”, il ministro dell’istruzione Stefania Giannini. Malgrado la sua mancata presenza, siamo spinti a elaborare delle riflessioni collettive davanti alla scelta di ospitare a Pisa la ministra, impegnata  in questi giorni in un tour di promozione della riforma della scuola, in piena coincidenza con lo spirito di innovazione e cambiamento promosso dal governo Renzi.
Questa retorica del cambiamento promuove al contrario qualcosa di vecchio e già visto, a partire dal problema del finanziamento della scuola pubblica. Nessuno dei tagli promossi da Gelmini e Tremonti è stato ritirato, ma anzi l’ex ministro dell’istruzione si è congratulata con Renzi e il suo governo per la “messa a regime di riforme approvate dagli ultimi governi di centrodestra”. Questa “messa a regime” coincide con l’ingresso nella scuola dei privati i quali godranno del lavoro degli studenti degli istituti tecnici e professionali, ai  quali sarà imposto negli ultimi tre anni di formazione di svolgere 200  ore di alternanza scuola-lavoro l’anno (in media un ora al giorno); ore  che si andranno a sostituire alla didattica e che, se sommate ai tagli  messi in atto dalla Gelmini, comportano la perdita di un intero anno  scolastico rispetto alle classi pre-riforma. Tutto ciò inserito in un  contesto nel quale non esiste una carta dei diritti per le studentesse e  gli studenti in stage, che quindi verranno proiettati in un mondo del  lavoro del tutto precario, costretti ad accettare un contratto  impostogli da aziende private, senza la minima tutela o garanzia. Continue reading “Nella nostra agenda c’è lo sciopero sociale”

Sulla cogestione degli spazi

Il 9 aprile di quest’anno gli studenti e le studentesse di eXploit hanno occupato l’ex aula AM2 del dipartimento di matematica. Quello spazio era fino a quel momento fortemente sottoutilizzato e riservato a corsi di eccellenza. La carenza di spazi è uno degli effetti significativi della crisi in cui versa l’università oggi; una carenza che trasforma radicalmente la quotidianità universitaria privando gli studenti non solo di spazio fisico ma anche di spazi di incontro, scambio, condivisione, socialità e confronto.

Da qui nasce l’esigenza dell’occupazione di eXploit, che è oggi un aula studio attraversata e vissuta quotidianamente da decine e decine di studenti di ogni corso di laurea. eXploit è anche spazio di autoformazione, creazione di saperi critici e sede di seminari e laboratori autogestiti.
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