Dalla nostra parte della #Rete.

Nella mattina di Venerdì 29 Aprile nel Cnr Pisa si è tenuta la celebrazione per il trentennale dalla prima connesione web italiana, per la quale era stata annunciata la partecipazione del premier Renzi e del ministro Giannini.
Le realtà sociali cittadine si sono organizzate per mettere in campo una contestazione al primo ministro che, partendo dal centro cittadino, sarebbe arrivata in corteo fino al CNR, intorno al quale era stato tracciato il confine di un’ampia zona rossa, che avrebbe impedito la circolazione dei cittadini per l’intera durata dell’evento.

Se fino alla sera del 28 era solo una voce di corridoio, nella mattinata del 29 aprile l’assenza di Matteo Renzi diventa notizia ufficiale: come di consueto, una volta balenata l’ipotesi di essere contestato, il premier ha deciso di inventarsi una scusa di comodo per non presentarsi; non a caso, questa prassi diventata ormai abituale ha suggerito a qualcuno la creazione di una mappa interattiva, collegata all’hashtag #RenziScappa, per segnalare tutte le “fughe” del premier dagli appuntamenti annunciati in giro per la penisola.
Nella mattina di venerdì proprio questo hashtag è diventato trending topic su Twitter, restando poi per tutta la giornata uno dei temi più discussi proprio su quella Rete che Renzi veniva a celebrare.

Infatti, come a Pisa ci si è ormai abituati a sentir raccontare – durante il periodico evento-vetrina dell’Internet Festival – anche questa volta la narrazione che Renzi ha cercato di proporre riguardo il Web è quella di una Rete unificatrice, pacificatrice del conflitto sociale.
Tanto che, a fine giornata, il premier ha avuto il coraggio di dichiarare che non avrebbe compreso le contestazioni, poichè non comprendeva come si potesse “contestare Internet”. Oltre alla egocentrica e quasi grottesca identificazione tra la propria persona e il Web, questa affermazione nasconde un conflitto ben più profondo.

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Tweet storm verso lo sciopero sociale!

Facciamoci sentire sulle piazze digitali in vista dello sciopero sociale del 14 Novembre!

Dopo il riuscitissimo esperimento del #10o, in cui il l’hashtag #socialstrike è entrato nella classifica dei trending topic in soli 12 minuti, rilanciamo un nuovo tweet storm per dar voce allo sciopero sociale che si terrà in tante piazze italiane e europee il giorno dopo, 14 novembre.

Per chi avesse bisogno di info sull’argomento può contattarci all’indirizzo netstrike.now@gmail.com

L’account da cui partirà l’attacco è il solito: Netstrike_now

L’howto creato per facilitare l’azione del 10o e utilizzabile anche in quest’occasione per chi non sapesse come funziona un tweet storm https://eigenlab.org/2014/10/howto-appropriarsi-del-trending-topic-di-twitter/

See you on the web, see you on the barricades!

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#10o guerrilla tag. Prove generali di sciopero precario, verso il #socialstrike

“Agglomerato del Nord” (un tentacolare scenario urbano), in un futuro non troppo lontano. A pochi giorni dall’uscita sul mercato di un nuovo videogioco chiamato Nirvana, l’unica copia in possesso dal programmatore viene infettata da un virus. L’infezione ha un’unica singolare conseguenza: il personaggio principale del gioco scopre di essere parte di un mondo virtuale.
Attraverso le zone periferiche degradate della città, alla ricerca di qualcuno capace d’introdursi nei sistemi della compagnia nei cui hard disk c’è la versione originale del gioco, si intrecciano i percorsi di figure improbabili: programmatori ribelli, abitanti dei bassifondi che hanno venduto i propri occhi per necessità di denaro, angeliche hacker dai capelli blu, personaggi del gioco che non possono più stare alle regole.
Escamotage di sopravvivenza ambivalenti e lotte che si incrociano, piattoforme differenti, il confine tra reale e virtuale che si fa sempre più sottile e ambiguo, sempre più difficile da tracciare.
È l’inizio di un film, certo, e vi consigliamo di vederlo. Ma è anche qualcosa che abbiamo visto succedere in uno scenario urbano più diffuso, meno lontano e più tangibile di Agglomerato del Nord.
Il dieci ottobre abbiamo lanciato una scommessa, una sfida all’altezza del nostro tempo: studiare i meccanismi che regolano la visibilità degli argomenti di cui si discute su twitter, e riappropriarsi degli stessi algoritmi usati dal social network che quotidianamente mette a valore idee e contenuti, relazioni e gusti che esprimiamo sul web. Rovesciare il tavolo, superare l’annosa questione della definizione “morale” dello spazio di dibattito offerto e creato dai social networks per prenderlo dall’interno, per trasformarlo, a nostro piacimento, in spazio politico. Continue reading “#10o guerrilla tag. Prove generali di sciopero precario, verso il #socialstrike”

Riappropriarsi della rete per una riscrittura collettiva del presente

Una riflessione sulle contraddizioni aperte dall’Internet Festival

IF2014 racconta un’affascinante storia, la storia del bit come nuova materia, sorgente e struttura delle dimensioni del futuro possibile, che plasma nuove forme di vita quotidiana e di organizzazione globale. In un’economia in crisi, il bit, plasmato dalla libera creatività, è presentato come la risorsa che permetterà affermazione e realizzazione a menti ingegnose capaci di realizzare progetti che inseguano nuove strategie di guadagni e di marketing,.per garantire benefici e progresso all’umanità.
C’è anche chi vuole raccontare una storia simile, ma genuinamente rivoluzionaria.
Una rivoluzione non è solo un vestito nuovo o un’interfaccia più accattivante, ma la riscrittura collettiva di un sistema operativo.
Il racconto di IF tende un vecchio tranello e una nuova ragnatela.
Il tranello è la favola del mercato capitalisticocome sorgente di benessere e progresso. La storia del mondo occidentale è stata segnata da meravigliose imprese tecnologiche che hanno migliorato la qualità della vita e ne hanno espanso le possibilità, ma è lontanissimo l’obiettivo di garantire meno lavoro, meno stress, meno disuguaglianze. 
La nostra scommessa è ripensare l’accelerazione del processo tecnologico come un processo orientato verso la creazione di ricchezza sociale, relazioni e cooperazione, e contro le logiche di profitto. Solo così può rivelarsi uno strumento economico e politico in grado di rovesciare la crisi e cancellare ciò che l’ha provocata. In quest’ottica, la partecipazione diffusa e la condivisione di esperienze sono indispensabili, e la rete assume la condizione privilegiata di essere uno spazio attraversato e ricco di contraddizioni in cui sperimentare pratiche conflittuali. La rete è uno spazio digitale, ma non virtuale o simulato: non è abitata da alter-ego, ma da estensioni dei nostri corpi e delle nostre menti. E’ un terreno interconnesso con lo spazio fisico, e partecipa alla trasformazione del reale. Continue reading “Riappropriarsi della rete per una riscrittura collettiva del presente”