What a fucking curse – Alcune simbologie dietro “Lemonade” che lo rendono un video imperdibile

Delle donne ondeggiano a ritmo, le une vicine alle altre, in una collettiva danza funebre, dentro un veicolo che sembra trasportarle, tutte, nell’aldilà.

So what are you gonna say

at my funeral,

now that you’ve killed me?

Here lies the body of the love of my life,

whose heart I broke

without a gun to my head.

Here lies the mother of my children,

both living and dead.

Rest in peace, my true love,

who I took for granted.

Most bomb pussy who,

because of me,

sleep evaded.

Her god listening.

Her heaven will be a love

without betrayal.

Ashes to ashes,

dust to side chicks. Continue reading “What a fucking curse – Alcune simbologie dietro “Lemonade” che lo rendono un video imperdibile”

Chiamata allo Sciopero internazionale delle donne – 8 marzo 2017 di Ni Una Menos

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L’otto marzo la terra trema. Le donne del mondo si uniscono e lanciano una prova di forza e un grido comune: sciopero internazionale delle donne. Ci fermiamo. Scioperiamo, ci organizziamo e ci incontriamo tra di noi. Mettiamo in pratica il mondo in cui vogliamo vivere.
#NoiScioperiamo
Scioperiamo per denunciare:
Che il capitale sfrutta le nostre economie informali, precarie e intermittenti.
Che gli stati nazionali e il mercato ci sfruttano quando ci indebitano.
Che gli Stati criminalizzano i nostri movimenti migratori.
Che guadagniamo meno degli uomini e che il divario salariale tocca, in media, il 27%.
Che non si riconosce il fatto che il lavoro domestico e di cura è lavoro non retribuito, che si somma mediamente per 3 ore in più alle nostre giornate lavorative.
Che questa violenza economica aumenta la nostra vulnerabilità di fronte alla violenza maschile, di cui l’atto estremo più aberrante sono i femminicidi.
Scioperiamo per reclamare il diritto all’aborto libero e perché nessuna sia obbligata alla maternità.
Scioperiamo per rendere visibile che se i lavori di cura non diventano responsabilità di tutta la società noi ci vediamo obbligate a riprodurre lo sfruttamento classista e coloniale tra donne. Per andare a lavorare dipendiamo da altre donne. Per spostarci dipendiamo da altre donne.
Scioperiamo per valorizzare il lavoro invisibilizzato che facciamo, che costruisce reti, sostegno e strategie vitali in contesti difficili e di crisi.

La somma delle viltà delle resistenze

Il fascino indiscreto della provocazione de Les Blancs, les juifs et nous di Houria Bouteldja

Di lei dicono che è “razzista, omofoba, antisemita, antifemminista”. Ma soprattutto, Houria Bouteldja “è una provocatrice”. È una provocatrice per aver scritto un libro che solletica e ferisce nelle sue profondità più intime la coscienza sporca della République, di quella nazione che ha dato i natali all’intero progetto egemonico della modernità occidentale, a partire dal momento fondativo indiscutibile che situa le civiltà in un prima o in un dopo: la Rivoluzione Francese. È una provocatrice perché pecca di lesa maestà, e a quel 1789 fa rispondere l’eco decoloniale di un’altra data, 1492. La scoperta non di un continente, ma di un’alterità, o meglio di un altro, immediato oggetto di dominio, sfruttamento, sterminio. È una provocatrice come lo era, cinquant’anni fa, Franz Fanon, che nel 1961 pubblicava un libro che Sartre consigliava ai bianchi di leggere per vergognarsi, “perché la vergogna, insegna Marx, è un sentimento rivoluzionario”. Continue reading “La somma delle viltà delle resistenze”

Report dell’assemblea nazionale “NON UNA DI MENO”

Non una di meno!
Verso la mobilitazione nazionale delle donne contro la violenza di genere a Roma il 26-27 novembre.

Report dell’assemblea nazionale – Roma 8 ottobre 2016

Prima di qualsiasi considerazione viene il ricordo di chi non è potuta essere con noi, eppure era presente come lo sarà in tutte le nostre lotte.
Ciao Silvia, che la terra ti sia lieve.

Oltre cinquecento donne, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovate l’8 ottobre presso la facoltà di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, nell’assemblea del percorso nazionale contro la violenza maschile sulle donne “Non Una di Meno”.

Un’assemblea ricca di decine di interventi ha reso la complessità di analisi e di proposta sul fenomeno della violenza di genere, e ha portato all’articolazione di diverse proposte sul tema. Si è definita una lettura sfaccettata della violenza: non come fatto privato, che avviene unicamente tra le mura domestiche, ma come fenomeno continuamente generato e riaffermato anche dalle politiche istituzionali – educative, sociali ed economiche – e dalle narrazioni tossiche prodotte dai media. La violenza sulle donne, quindi, non può più essere trattata in termini emergenziali e securitari, laddove si tratta di un problema complesso, stratificato e, quindi, strutturale.

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