Point(s) of view – C’era musica nell’aria…

Ovvero, brainstorming elettro-sentimentale su Point Break.

They take a chance in those wonderful words you just don’t understand.
I can show you the way but I know that you’ll never be there.
All the time, all the shine of your eyes I would never forget.
All I know there’s no time, there’s no life, there is no turning back.

Point Break è soprattutto musica.
È quella che non conosci ancora, è quella che altrove non avresti mai ascoltato, è quella che non sapevi ti sarebbe piaciuta.
Point Break è il posto dove
Esiste la techno con la C e la tekno con la K, che non lo sapevi?
Le discussioni infinite dopo cena,

  • Ma che davero te piace ‘sta robba?
  • La goa è pe’ fricchettoni
  • E il rock? Perchè siete fissati tutti co’ l’elettronica?!

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Point(s) of view – Tutte le strade portano a Point

“Signori e signore, a causa di forti turbolenze, siamo costretti a deviare l’atterraggio sull’aeroporto di Ciampino, Roma. Ci scusiamo per l’inconveniente”.
Non solo sono costretto a un dottorato mal pagato in una città con affitti costosissimi. Non solo sono stato costretto a lasciare buona parte degli affetti, per un paese dove mi squadrano dall’alto al basso. Per non parlare della lingua, con le relazioni che ne risentono. E adesso anche questa.
Ancora una volta il mondo si mette contro di me.
Arriveremo in serata, non riuscirò mai a prendere l’ultimo treno per arrivare a casa entro oggi. Dovrò dormire in stazione. Sì, ma in stazione dove? Vabbè, in questo momento non è il primo problema. La prima cosa da fare è prendere l’ultima navetta verso la città.
Finalmente l’aereo atterra, scendo le scalette così veloce che tra un po’ mi spacco la testa (qualcuno mi manda pure a fanculo, giustamente). Comincio a correre. Corro corro corro. La perdo di sicuro, questo aeroporto è infinito. Le valige pesano un casino, sudo come non mai, i vestiti mi si appiccicano addosso, il passo è goffo e stanco, i polmoni bruciano in maniera insopportabile. “Exit”, sono fuori .È lì, la vedo in lontananza. Cazzo, sta per partire! “Ferma, ferma, ferma!”, cerco di urlare più che posso. Si ferma, incredibile. Dai, almeno questa sto mondo me l’ha mandata.
Il viaggio è straziante: l’aria condizionata a palla mi taglia il collo, i crampi per la fame non mi danno tregua. E non ho la minima idea di dove andare una volta arrivat*. Tra l’altro fa un freddo cane e una notte sulle mattonelle di tiburtina non ci penso proprio a farmela. Che faccio, che non faccio? Mondo di merda. Si arriva, un vento fortissimo. Toh, mi si è anche scaricato il telefono. Un mal di testa lancinante che picchia dietro gli occhi, rischio anche di ammalarmi. Una sola domanda a prendermi a pugni le meningi: “E mo che cazzo faccio”? Continue reading “Point(s) of view – Tutte le strade portano a Point”

Difenderemo ESC con ogni mezzo necessario

Con la Determinazione dirigenziale del 30 dicembre scorso, il Comune di Roma ha disposto lo sgombero di ESC, spazio autogestito tra gli animatori della cultura e delle lotte romane e nazionali da più di 11 anni. Dopo diversi anni di occupazione, uno sgombero e una rioccupazione, Esc aveva ottenuto nel 2009 l’assegnazione dello spazio di via dei Volsci 159, attraverso una trattativa con l’amministrazione condotta attraverso lo strumento della Delibera 26/1995, che prevede l’assegnazione in cambio di un canone sociale. La giunta Marino aveva provato a rimettere mano alla Delibera, il Commissario approfondisce la contraddizione. Le retoriche sul bando e sulla meritocrazia nascondono un attacco, ormai in atto da mesi che diventano anni, portato da amministrazioni elette e non ai danni dei laboratori di cultura, democrazia e auto-organizzazione della Capitale. Nella Capitale della mafia e della speculazione al governo, a destra e a sinistra, l’antidoto che si propone è della stessa sostanza del problema: più mercato, più business, non significano altro che più spazio alla legge del più forte. Stare con ESC e con gli spazi sociali romani, tutti potenzialmente o attualmente oggetto di provvedimenti come la Determinazione dirigenziale del 30 dicembre, significa continuare a lottare dalla parte della Roma giusta e solidale, della Roma che lotta contro la corruzione e che afferma ancora che un altro mondo è possibile. Noi stiamo dalla parte di chi lotta per restituire alle città nuovi spazi di democrazia, socialità ed espressione.
Noi stiamo con ESC, ‪#‎ESCnonsitocca‬.

Solidali con il Municipio del Beni Comuni!

Lo sgombero di Palazzo Pilo-Boyl, reso vivo nelle scorse settimane dal Municipio dei Beni Comuni, sottrae alla città di Pisa un altro luogo di socialità. Lo splendido e decadente palazzo decorato da affreschi ottocenteschi torna al buio e alla polvere. È soprattutto l’ormai consueta condotta di attuare lo sgombero in periodo festivo, però, a preoccuparci: è sintomo di un dialogo con le parti sociali assente in questa città. Abbiamo già sperimentato quest’assenza sulla nostra pelle, sentendoci dare degli “squadristi” dall’amministrazione comunale per l’occupazione simbolica e pacifica della sede provinciale del PD. Allineandosi alla linea nazionale di un Partito che, più che Democratico, si considera unico al potere, e come tale legittimato a proseguire nella propria azione incurante di ogni forma di protesta, l’amministrazione pisana mostra ancora una volta una scarsa sensibilità verso ciò che di vivo agisce nel tessuto urbano, e preferisce riconsegnare uno spazio sociale all’abbandono. Tutta la nostra solidarietà, quindi, alle compagne e ai compagni del Municipio dei Beni Comuni.