Riappropriarsi della rete per una riscrittura collettiva del presente

Una riflessione sulle contraddizioni aperte dall’Internet Festival

IF2014 racconta un’affascinante storia, la storia del bit come nuova materia, sorgente e struttura delle dimensioni del futuro possibile, che plasma nuove forme di vita quotidiana e di organizzazione globale. In un’economia in crisi, il bit, plasmato dalla libera creatività, è presentato come la risorsa che permetterà affermazione e realizzazione a menti ingegnose capaci di realizzare progetti che inseguano nuove strategie di guadagni e di marketing,.per garantire benefici e progresso all’umanità.
C’è anche chi vuole raccontare una storia simile, ma genuinamente rivoluzionaria.
Una rivoluzione non è solo un vestito nuovo o un’interfaccia più accattivante, ma la riscrittura collettiva di un sistema operativo.
Il racconto di IF tende un vecchio tranello e una nuova ragnatela.
Il tranello è la favola del mercato capitalisticocome sorgente di benessere e progresso. La storia del mondo occidentale è stata segnata da meravigliose imprese tecnologiche che hanno migliorato la qualità della vita e ne hanno espanso le possibilità, ma è lontanissimo l’obiettivo di garantire meno lavoro, meno stress, meno disuguaglianze. 
La nostra scommessa è ripensare l’accelerazione del processo tecnologico come un processo orientato verso la creazione di ricchezza sociale, relazioni e cooperazione, e contro le logiche di profitto. Solo così può rivelarsi uno strumento economico e politico in grado di rovesciare la crisi e cancellare ciò che l’ha provocata. In quest’ottica, la partecipazione diffusa e la condivisione di esperienze sono indispensabili, e la rete assume la condizione privilegiata di essere uno spazio attraversato e ricco di contraddizioni in cui sperimentare pratiche conflittuali. La rete è uno spazio digitale, ma non virtuale o simulato: non è abitata da alter-ego, ma da estensioni dei nostri corpi e delle nostre menti. E’ un terreno interconnesso con lo spazio fisico, e partecipa alla trasformazione del reale. Continue reading “Riappropriarsi della rete per una riscrittura collettiva del presente”

No alla cittadinanza all’arma dei carabinieri

Venerdì 12 Settembre, presso il Teatro Verdi, il comune di Pisa conferirà la cittadinanza onoraria all’Arma dei Carabinieri. La celebrazione sarà accompagnata dal concerto della Fanfara Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze.
Il sindaco Marco Filippeschi ha dichiarato di essere soddisfatto per la «decisione adottata, in sintonia con la città», poiché «Vi è un sentimento diffuso in città, un bisogno di legalità e sicurezza. Noi dobbiamo stare dalla parte giusta, dalla parte di chi si impegna contro il crimine. La storia dei Carabinieri costellata di eroismi e sacrifici si è intrecciata con la storia del nostro paese, nei momenti cruciali abbiamo potuto contare su di loro.

A pochi giorni dalla morte di Davide Bifolco, il sedicenne napoletano colpito dall’arma di servizio di un carabiniere per non essersi fermato ad un posto di blocco, crediamo sia necessario aprire una discussione seria e forte su cosa significhi davvero vivere una città sicura per tutte e tutti e quale ruolo ricoprano effettivamente le forze dell’ordine in questo processo. Non accettiamo che vengano riproposte le solite retoriche securitarie che hanno caratterizzato, soprattutto negli ultimi anni, la gestione della nostra città, in continuità con una tendenza nazionale fatta di ordinanze terroristiche, sindaci sceriffo e militarizzazione dei centri urbani. Continue reading “No alla cittadinanza all’arma dei carabinieri”

Aggressione neofascista a Lucca, Polizia complice

I fascisti sono fuorilegge, ma la polizia li protegge!
Aggressione neofascista a Lucca, Polizia complice.

Nella notte di ieri 25 agosto, durante la celebrazione della notte bianca l’ennesima aggressione fascista si consuma a Lucca. Tutto comincia quando una squadra di fascisti si presenta al pub solitamente frequentato dai compagni lucchesi, l’aggressione è breve ma violenta, e presenta le solite modalità viscide e squadriste di sempre. Uno sguardo storto e subito pugni, calci e bottigliate contro chiunque si trovasse nel locale; poi la fuga. Un compagno rimane gravemente ferito da una bottiglia rotta in viso che gli provoca un netto squarcio richiuso al pronto soccorso da 15 punti di sutura.
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Garanti della privacy o garanti dei privati?

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Il recente caso Snowden e le odierne dichiarazioni del Garante della Privacy ci portano a riflettere sulla riservatezza e la sicurezza sulla rete.

Le dichiarazioni di oggi del garante della privacy Soro alla Camera non potevano giungere con un tempismo migliore. Lo scandalo PRISM ha ricordato come le agenzie di intelligence statunitensi analizzino indisturbate le conversazioni del mondo intero, mentre le grandi compagnie come Google o Facebook dall’uso dei nostri dati personali producano quel valore che consente loro di essere i colossi monopolistici dell’ information technology.
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