#10o guerrilla tag. Prove generali di sciopero precario, verso il #socialstrike

“Agglomerato del Nord” (un tentacolare scenario urbano), in un futuro non troppo lontano. A pochi giorni dall’uscita sul mercato di un nuovo videogioco chiamato Nirvana, l’unica copia in possesso dal programmatore viene infettata da un virus. L’infezione ha un’unica singolare conseguenza: il personaggio principale del gioco scopre di essere parte di un mondo virtuale.
Attraverso le zone periferiche degradate della città, alla ricerca di qualcuno capace d’introdursi nei sistemi della compagnia nei cui hard disk c’è la versione originale del gioco, si intrecciano i percorsi di figure improbabili: programmatori ribelli, abitanti dei bassifondi che hanno venduto i propri occhi per necessità di denaro, angeliche hacker dai capelli blu, personaggi del gioco che non possono più stare alle regole.
Escamotage di sopravvivenza ambivalenti e lotte che si incrociano, piattoforme differenti, il confine tra reale e virtuale che si fa sempre più sottile e ambiguo, sempre più difficile da tracciare.
È l’inizio di un film, certo, e vi consigliamo di vederlo. Ma è anche qualcosa che abbiamo visto succedere in uno scenario urbano più diffuso, meno lontano e più tangibile di Agglomerato del Nord.
Il dieci ottobre abbiamo lanciato una scommessa, una sfida all’altezza del nostro tempo: studiare i meccanismi che regolano la visibilità degli argomenti di cui si discute su twitter, e riappropriarsi degli stessi algoritmi usati dal social network che quotidianamente mette a valore idee e contenuti, relazioni e gusti che esprimiamo sul web. Rovesciare il tavolo, superare l’annosa questione della definizione “morale” dello spazio di dibattito offerto e creato dai social networks per prenderlo dall’interno, per trasformarlo, a nostro piacimento, in spazio politico. Continue reading “#10o guerrilla tag. Prove generali di sciopero precario, verso il #socialstrike”

Gli aforismi sono come i ragni

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Gli aforismi sono come i ragni: camminano sui muri.
E’ sorprendente quante cose si possono imparare leggendo sui muri di una città: i muri, se non lasciati brutalmente spogli, sanno narrare storie di genti comuni e di popoli in lotta, possono suggerire utili consigli di vita ad un passante sconosciuto, o ancora fornire ad un turista quei curiosi dettagli di vicende urbane che sfuggono pure alla più aggiornata guida del Touring.
Una sera, passeggiando nel centro storico in compagnia, ci imbattemmo in una citazione di Oscar Wilde della quale non ricordo i dettagli ma che ci permise di avviare una coinvolgente discussione sulla condizione della donna nell’ età vittoriana, discussione che si prolungò poi per tutta la serata, e dalla quale ho imparato a prestare più attenzione a quelle anonime scritte che popolano le pareti. Continue reading “Gli aforismi sono come i ragni”

9 Aprile

“…Da allora quando lavoro
mi guardo bene dallo sprofondarmi troppo in quello che faccio.
Mi impongo più d’una volta di guardarmi in giro,
talora interrompo il lavoro per conversare con qualcuno.
Mi sono disabituato ad andare così forte
da non poter fumare. Penso
al passeggero”.

Da “Il passeggero” di Bertolt Brecht

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Oggi è il 9 Aprile, e fuori piove. Piove, e in questa città non succede altro che valga la pena notare: pioggia significa ombrello, piedi bagnati, zaino bagnato e lentezza. Quando piove non puoi sfrecciare in bici, i freni non funzionano bene, non puoi camminare troppo in fretta, potresti scivolare, devi camminare con più attenzione, guardare bene dove vai e cercare di evitare gli spruzzi provocati dagli automobilisti frettolosi. Sì, la pioggia è lentezza e nel 2048 lentezza è uguale a sconfitta.
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