Libertà e asilo politico per Seda!

IMPORTANT UPDATE: Seda è stata rilasciata oggi!
The Turkey revoked the detention instance; Seda was released today!
Görünüşe göre, Türkiye iade talebini geri çekti. Seda bugün hapisten çıkıyor!

[aggiornamenti e rassegna stampa sotto il comunicato]
[ENGLISH VERSION below: call, updates, press review]
[TÜRKÇE TERCÜME aşağıda]

Si è tenuta oggi la conferenza stampa, presso eXploit – aula occupata nell’università di Pisa dal Tijuana Project e dal collettivo eigenLab – per chiedere la liberazione della prigioniera politica Seda Aktepe detenuta nel carcere di Pisa che rischia l’estradizione in Turchia dove l’attendono 7 anni di carcere di massima sicurezza per un reato di associazione sovversiva.

La sola colpa di Seda è quella di avere militato in una organizzazione comunista che il 7 dicembre 2004 manifestava contro una legge che ha inasprito le condizioni carcerarie in Turchia violando i diritti umani e civili dei detenuti.

Free Seda!

Lei era lì in qualità di reporter di movimento per denunciare la situazione e per questo messa in custodia insieme ad altre 45 persone. Durante il processo è stata accusata di far parte di un’organizzazione di sinistra radicale. Ha già scontato 8 mesi di carcere preventivo prima di giungere al giudizio. Nel 2009 insieme ad altre 26 persone è accusata di aver aiutato l’MLKP pur non facendone parte e per questo condannata a 6 anni e 3 mesi di galera. La corte suprema turca ha convalidato questa sentenza.

Se non fosse stato per il fortuito incontro con il fidanzato di Seda, l’arresto della stessa sarebbe passato sotto silenzio: chi si trova in Italia nelle condizioni di Seda rischia, innanzi tutto, di essere vittima di un’invisibilità pericolosa e inaccettabile.

Martedì 30 aprile 2013 Seda è stata arrestata in uno ostello a Castiglioncello. Le mancava un documento, che le era stato rilasciato in Svizzera in quanto rifugiata politica. Questo documento è stato presentato subito dopo ma non è servito ad ottenere il rilascio; al contrario, dopo la convalida del suo arresto, è partito l’iter per l’estradizione in Turchia.

Seda ha ottenuto l’asilo politico in Svizzera poichè in Turchia doveva fronteggiare persecuzione e reclusione detentiva in quanto oppositrice del governo. È incomprensibile che in Italia Seda abbia un trattamento ben diverso: attualmente si trova in isolamento nel carcere Don Bosco di Pisa.

La Turchia utilizza i mandati di cattura internazionali per perseguitare i militanti di numerose organizzazioni attive in ambito civile, politico e sociale, ritenute di opposizione al governo. I mandati di cattura dell’Interpol impediscono ai rifugiati politici di muoversi liberamente; in questo modo si realizza una autentica persecuzione che va al di là dei confini turchi.

Seda ha ottenuto in Svizzera l’asilo politico. L’Italia ha una legislazione drammaticamente insufficente riguardo la tutela dei rifugiati politici sebbene sia tenuta a rispettare i diritti umani e assicurare la protezione dalla persecuzione politica.

La nostra richiesta è chiara: noi chiediamo che la giustizia italiana riconosca il pronunciamento della Svizzera, secondo cui Seda è dichiarata rifugiata politica, chiediamo che sia rilasciata e che non sia estradata in Turchia, affinchè i reati associativi non siano lo strumento (in nome della lotta al terrorismo) per reprimere e annientare ogni forma di dissenso e opposizione.
Crediamo infine che aprire un dibattito in Italia sulle condizioni disumane delle carceri turche possa essere punto di partenza per una riflessione sul nostro Paese, che sperimenta l’insufficienza nella tutela di chi si trova in stato detentivo e l’abuso dello strumento carcerario.

AGGIORNAMENTI (vedasi anche la nostra pagina feisbuc)
(4 maggio) Oggi eXploit ha partecipato al corteo in difesa dello Spazio Antagonista Newroz, portando uno striscione con scritto “No all’estradizione – FREE SEDA – liber* tutt*” che è stato affisso al muro esterno della prefettura, e ha lanciato durante la manifestazione l’appello per la liberazione immediata di Seda.

(6 Maggio) Stamattina c’è stata la prima udienza della corte d’appello di Firenze sul “caso Seda”; gli avvocati che abbiamo riunito hanno ufficializzato la richiesta di asilo politico in Italia, che andrebbe ad aggiungersi a quella già riconosciuta dalla Svizzera del Febbraio scorso.
Le misure cautelari saranno decise entro 5 giorni a partire da oggi; aspettiamo e speriamo che Seda possa almeno uscire dal carcere. Purtroppo nonostante il suo fidanzato sia stato ammesso in aula non gli è stato permesso di incontrarla; e dal giorno dell’arresto non gli è stata concessa una visita in carcere.

(6 Maggio) I sindacati svizzeri, oltre ad aderire all’appello, inviano richieste per la scarcerazione immediata di Seda al Consolato e all’Ambasciata d’Italia in Svizzera.

(7 Maggio) L’ufficio immigrazione svizzero ha attestato che Seda “è rifugiata ai sensi della Convenzione internazionale del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati”, che di fronte a un tribunale deve seguire le stesse disposizioni di un cittadino svizzero, e che “l’interessata ha diritto in qualunque momento di tornare in Svizzera”.

(8 Maggio) A quanto pare la Turchia ha revocato l’istanza di carcerazione; Seda uscirà di prigione oggi!

Adesioni (responses to the call):
Teatro Rossi Aperto
C.U.A. Pisa
CGAS-Communauté Genevoise d’Action Syndicale
Unia Genève
SIT Genève
Federico Oliveri, ricercatore precario università di Pisa e coordinatore cittadino di Rifondazione Comunista
Osservatorio Repressione
Unia Jugend


Rassegna stampa
Indymedia Svizzera (DE)
Demokrat Haber: “rifugiata politica Seda Aktepe arrestata in Italia. (TR)
Hürriyet: “arrestata la turca ricercata dall’interpol” (TR)
“il primo maggio rubato” su DinamoPress (IT)
Global Project (IT)
InfoAut (IT)
UniCommon (IT)
Contropiano (IT)
Baruda (IT)
Pisa Today (IT)
la nazione Pisa (IT)
il Tirreno (IT)
Gonews (IT)
Cobas Pisa (IT)
Berna, 5 maggio manifestazione davanti al consolato italiano(IT)
Azioni di solidarietà a Berna e Soletta – Indymedia Svizzera (DE)
intervista a Radio Blackout (IT)
‘Aranan’ gazeteci İtalya’da yakalandı (TR)
InformAzione (IT)
TeleBaern news: 5/5/13, 6/5/13 (DE)
Osservatorio Repressione (IT)
Bianet: Journalist Aktepe Detained in Italy (EN)
Articolo e intervista su Radio Città Fujiko (IT)
Solidarität mit Seda Aktepe (DE)
Petition: Seda Aktepe soll freigelassen werden und zurück in die Schweiz reisen dürfen (DE)
Seda ne smije biti izručena! (HR)
Facebook page (DE)
Solidarity with Seda in London and Pisa (photos)
Seda Aktepe ve Nezif Eski’ye özgürlük (TR)
SKB, Seda Aktepe’ye özgürlük istedi (TR)
Türkiye Seda Aktepe’yi geri istemiyor (TR)

—[ ENGLISH ]—

Freedom and political asylum for Seda

Today there have been a press conference in eXploit – a space in the University of Pisa occupied by TijuanaProject and eigenLab – to demand freedom for the political prisoner Seda Aktepe, detained in Pisa jail. She risks the extradition in Turkey where she has been sentenced seven years of hard prison for subversive association.

Seda’s only fault is to be an activist of a communist organization which on december 7 2004 demonstrated against a law that aggravates the jail conditions in Turkey, violating human and civil rights of prisoners.
She was there as a reporter to expose the situation and for this she has been arrested with other 44 people. During the process she has been accused of being a member of MLKP, a radical left-wing political organization. She already served 8 months of protective custody, before she was judged. In 2009 she, with other 26 people, has been accused for helping MLKP, though she’s not part of it; and for this reason she has been sentenced to 6 years and 3 months of jail. The turkish supreme court validated this verdict.

If her boyfriend wouldn’t have come to us for help, nobody would have known of Seda’s arrest: in Italy, who’s in the same conditions of Seda risks to be victim of a dangerous and unacceptable invisibility.
On April the 30th 2013 Seda has been arrested in a hotel in Castiglioncello, where she was with her boyfriend in holidays. She was missing a document that was released to her in Switzerland as political refugee. This document has been shown immidiatly after, but it was not useful in order to obtain her release.
On the contrary after the validation of her arrest the iter for her extradition to Turkey has begun.
Seda obtained political asylum in Switzerland because in Turkey she had to face persecution and reclusion as a governament dissident. Is unacceptable that in Italy Seda recived a very different treatment: since the arrest she’s ON ISOLATION in Don Bosco jail of Pisa.

Turkey uses international capture warrant to persecute activists of several organizations that are active in political, civil and social field, condidered oppositors of the government. The Interpol warrants deny to the political refugee to freely travel; in this way an authentical persecution is realised, beyond the turkish borders.
In Switzerland Seda obtained political asylum; Italy has a drammatically insufficient laws about the safeguard of political refugees, though it is obliged to respect human rights and to ensure protection from political persecution.

Our request is clear: we strongly ask for italian justice recognizes the Switzerland decision, which states that Seda is a political refugee. We demand for her to be immediately released and not to be extradated in Turkey so that associative crimes won’t become the way to repress and destroy every form of dissent and opposition, exchanging the struggle with terrorism.

We belive that opening a debeate in Itlay about the terrifying contition of turkish jails could be a starting point for a consideration about our own country which experiments the abuse of jail for repression on radical movements.

UPDATES
( May 4th) today eXploit partecipated in a demostration in defence of “Spazio Antagonista Newroz” bringing a banner over which is written “no to extradition – FREE SEDA – freedom for everybody”. It put up the Pisa prefecture. During the demonstration eXploit launched a call for the immediate liberation of Seda.

(May 6th) This mornig there has been the first hearing of the Appello Court of Florence about Seda. The lawers we called officialized the request for political asylum in Italy in addition to the one already approved in Switzerland last February. Precautionary measures will be decided in five days. We wish that Seda might at least get out of prison. Unfortunately her boyfriend was admitten to partecipate to the precess but he wasn’t allowed to meet or even to talk her. Since the day of the arrest the possibility to see Seda in jail was denied to him.

( May 6th) Swiss worker unions join our request and send applications for Seda immediate liberation to the italin consulate and ambassy in Switzerland.

(May 7th) The Swiss immigrants bureau transmitted a certificate which states that Seda “is recognized as a refugee on the basis of the International Convention of 1951 July 28, on the status of refugees”, that she has to be treaten as a Swiss citizen when facing trials and that “she has the right to come back to Switzerland at any time”.

(May 8th) It seems Turkey revoked the detention instance; Seda will be released today!

–[ TÜRKÇE ]–

Biz Pisa’da bir öğrenci kollektifiyiz ve Interpol tarafından arandığı gerekçesi ile 30 Nisan günü Castiglioncello’da göz altına alınan ve İsviçre’de politik sığınmacı olarak bulunan Seda Aktepe’nin davasını yakından takip ediyoruz. Aralarında Uluslarası Af Örgütü ve sendikaların da bulunduğu politik organizasyon ve kişileri, politik sebeplerden ötürü zulme uğrayan kişilerle dayanışmak için bir araya getirmeye çalışıyoruz.
Bu sabah Seda’nın davasının ilk duruşması Floransa’da görüldü. Dava ile ilgilenen avukatlar, Seda’nın İsviçre’de geçtiğimiz şubat ayında elde ettiği politik sığınma hakkına eklenmesi amacıyla İtalya’da politik sığınma hakkı talep ettiler.
İnanıyoruz ki, insanları politik fikirlerinden ötürü baskı altına almak ve Türkiye hapishanelerinde politik mahkumların maruz kaldığı işkence ve tecrit insanlık dışı uygulamalardır. İtalya Devleti’nden Seda’yı bir an önce serbest bırakmasını ve ülkelerinden politik baskılar nedeniyle kaçan siyasi sığınmacıları ülkelerine iade etmekten vazgeçmesini talep ediyoruz.

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