Macarene, lambade e limoni con le sentinelle in piedi!

Martedì 26 Maggio ore 18.30 p.zza San Francesco

Macarene, lambade e limoni con le sentinelle in piedi!

Ancora una volta le Sentinelle in Piedi sono venute ad annoiarci a Pisa. Non potendo prendere piazza dei Cavalieri, dalla quale tutte e tutti le abbiamo scacciate a ottobre, hanno chiesto di ritrovarsi in piazza San Francesco.

Scendono di nuovo in piazza (dicono loro) per difendere la Famiglia naturale, il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà, il diritto dei genitori all’educazione dei figli, la libertà di espressione di tutti e contro ogni discriminazione.

Lo prendiamo come un invito a esprimere il nostro dissenso, le nostre personalità eccentriche, le nostre opinioni, i nostri bisogni e i nostri desideri. Ci vogliono maschi o femmine eterosessuali per forza, monogam* e produttiv*, definit* soltanto da quanto lavoriamo e quanti figli sforniamo. Ma chi difende il bambino queer, la bambina lesbica, il bambino bisessuale, transgender? Negare al bambino la possibilità di immaginare il proprio futuro, il proprio genere, il proprio orientamento in un mondo che cambia continuamente non è diritto dei genitori a educare i propri figli: è una forma di repressione e discriminazione.

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La “famiglia naturale” che difendono loro, per come la intendono, è un luogo di violenta irregimentazione delle vite, è una scusa per negare l’esistenza stessa delle diversità, dei colori, della gioia, dell’organizzazione collettiva, dei nostri modi di fare famiglie, di prenderci cura, di stare in relazione, di amare.

Gay, lesbiche, transgender, agender, queer, non sono una minaccia ideologica o un’invenzione teorica dalla quale difendere i banchi delle scuole. Sono corpi vivi e gioiosi che vivono le proprie differenze e costruiscono giorno per giorno la propria liberazione, sono persone che sperimentano forme diverse, gaie e felici, di amore e di vita.

E visto che le Sentinelle vengono nella nostra città a manifestare la loro discriminazione dissimulata, spinte da moralismo cattolico carico di odio, noi non possiamo che rispondere con tutto il nostro amore e la nostra creatività, con la nostra voglia di liberare i nostri corpi, i nostri piaceri e le nostre interazioni. Manifesteremo con loro cantando, ballando e limonando per la nostra autodeterminazione.

BEN ACCETTA OGNI SORTA DI ACCESSORIO, DESIDERIO O DESIDERIO ACCESSORIO.
MARTEDÌ 26 MAGGIO ALLE 18.30 SI BALLA E SI FA FESTA!
LORO IN PIEDI, NOI IN TUTTE LE POSIZIONI!

FICA POTENS, presentazione del libro di Diana Torres

Domenica 26 aprile

ore 17.30

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Presentazione di FICA POTENS
un manuale sul suo potere, la sua prostata e i suoi fluidi

Durante i secoli, la scienza medica si è posta come il maggior nemico del corpo e la sessualità delle donne, nascondendo realtà e patologizzando tutto ciò che non rientra all’interno dei parametri della fallocrazia e della eterosessualità e dei ruoli binari di genere.

Questo pseudo-manuale vuole svelare uno degli aspetti più controversi della sessualità della fica: la sua eiaculazione e fare un appello al ricoscimento dell’organo che la produce: la prostata.

Pieno di umorismo e abbastanza “mala leche”, l’autrice Diana J. Torres ripercorre gli aspetti di questa realtà attraverso una visione femminista e combattente, con l’ausilio dei disegni dell’artista Chiara Schiavon.

Lavoro… o qualcosa del Genere?

Generi precari tra forme di vita e pratiche di resistenza.

Ne discutiamo Sabato 28 Marzo ore 17 @ Exploit con
– Fuxia Block (Padova)
– Lab Smaschieramenti (Bologna)

A seguire aperitivo e musica!

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Durante l’autunno scorso, nel processo sviluppatosi intorno allo Sciopero Sociale del 14 Novembre, abbiamo voluto mettere al centro del dibattito una nozione allargata di “lavoro” che include tutte quelle prestazioni lavorative invisibili e non retribuite, tra cui il lavoro di cura, il lavoro affettivo, relazionale e lavoro di ri-produzione sociale.
A partire da questa considerazione è stato possibile incrociare e far convergere l’analisi e l’approccio transqueerfemminista con i discorsi e le lotte dei/delle precar*, student*, disoccupat*, migrant*: è stato possibile iniziare a immaginare uno sciopero dai/dei generi.

Da qui le domande: Che genere di lavoro al tempo della precarietà? Ma anche, e soprattutto, in che modo il genere, gli orientamenti e le identità sessuali vengono “messi al lavoro” nelle nuove forme di sfruttamento? Che identità, rigide e stereotipate, ha bisogno di riprodurre e mettere a valore il mondo del lavoro odierno?

Dall’altro lato, i diritti e i servizi garantiti alla comunità passano sempre più, grazie ai tagli e alle trasformazioni economiche, per forme di welfare familistico, comunque insufficiente, che grava su un mondo di affetti e relazioni non/sotto retribuito e non retribuibile, almeno con le categorie esistenti.
Quali sono le possibili “pratiche” e le esperienze di riappropriazione di welfare dal basso che ci parlano in maniera diretta di diritto alla salute e di contrasto alle politiche di smantellamento dei servizi pubblici, nonché di immediate rivendicazioni di forme di reddito diretto?