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Autoformazione sul libro 1 de “Il Capitale”

#200AnnieNonSentirli
Ciclo di autoformazione sul primo libro del “Capitale” di Marx.

Chi perché dovrà studiare o ripassare “Il Capitale” per un esame, chi per curiosità, chi per motivi di studio autonomo, questa auto-formazione sul primo libro del Capitale è un’occasione per confrontarsi con uno dei testi più importanti degli ultimi due secoli, studiandolo e analizzandolo in forma condivisa, a partire dalla proprie conoscenze e domande.

In ognuno degli incontri del ciclo verrà affrontato un concetto chiave dell’opera fornendone una conoscenza di base, a partire dalla quale ogni incontro possa trasformarsi in un momento di dibattito sull’attualità di questa opera.
Testo alla mano, insieme ai relatori e alle relatrici commenteremo estratti, capitoli e sezioni.

Qui trovi l’evento Facebook con la programmazione del ciclo.

 

PROGRAMMA
// I INCONTRO 28 MAGGIO, H 17 //
MERCE e DENARO, le unità fondamentali del Capitalismo.
Sezione prima
Con Vincenzo Mele, prof. di Sociologia generale Unipi
e Sandra Burchi, sociologa e ricercatrice Unipi
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// II INCONTRO 11 GIUGNO, H 17 //
LA MERCE SPECIALE. LA FORZA LAVORO e l’origine del PLUSVALORE
Sezione terza, quarta, quinta
Con Federico Oliveri ricercatore aggregato al Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace Unipi
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// III INCONTRO 19 GIUGNO, H17 //
TECNICA, MACCHINE E INDUSTRIA
Capitolo VI e Capitolo XIII
Con Sandro Landucci, Università degli studi d Firenze
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// IV INCONTRO 5 LUGLIO, H 14.30 //
Come è nato il Capitalismo? L’ACCUMULAZIONE ORIGINARIA
Sezione settima, Capitoli XXIII e XXIV
Con Chiara Giorgi, docente di Storia delle istituzioni politiche Unipi

Il giovane Karl Marx – proiezione del film

Qui trovi l’evento Facebook

#200AnniENonSentirli
17 Maggio 2018 Proiezione del film “Il giovane Karl Marx”, del regista haitiano Raoul Peck.

Un’occasione in cui possiamo festeggiare il buon vecchio Karl, stare insieme e capire cosa possono ancora insegnarci la vita, le peripezie e pensiero di quei due buontemponi barbuti che Marx ed Engels erano.

++ Inoltre, questo film sarà il primo appuntamento con cui lanceremo un’autoformazione sul primo libro del Capitale. Sono tanti/e il/le studenti/esse che nella prossima sessione dovranno studiare questo libro.
Se le lezioni non ci hanno soddisfatto, studiamo insieme: il sapere è più bello quando è condiviso!! ++

Continua la lettura di Il giovane Karl Marx – proiezione del film

ISLAMOFOBIA: una questione di genere?

Per guardare lo streaming in diretta https://www.youtube.com/watch?v=3sdfRWbNbtI
È in riconoscimento di questi problemi e non come soluzione di un problema che costruisco la frase  “uomini bianchi stanno salvando donne scure da uomini scuri”, una frase che attraversa come fil rouge l’attuale binomio “genere e sviluppo”. (G.C. Spivak)
Nel profondo della costruzione dell’identità europea/occidentale, esiste un cuore nero, un marchio costitutivo troppo spesso nascosto all’interno della narrazione del glorioso avanzare della civiltà democratica: si tratta di quell’opposizione fondativa, spesso violenta e in ogni caso fortemente razzializzata, tra Oriente e Occidente. La cultura Europea si è molto spesso affermata e definita ai propri stessi occhi in opposizione a quella alterità per eccellenza che si rinveniva appena dall’altra parte del Mediterraneo, mediante quell’intreccio di dispositivi discorsivi che, dopo l’opera di Said, abbiamo imparato a chiamare “Orientalismo”. Ruolo fondamentale, all’interno di queste proiezioni occidentali sull’indistinto “Oriente”, è stato quello giocato dai discorsi che si  sono costruiti a proposito dei corpi delle donne orientali, dei loro diritti e delle loro libertà, sviluppando un’immagine compatta e difficile da scalfire della donna orientale (quella musulmana, in particolare) come semplice vittima di un sistema culturale oppressivo, di valori religiosi imposti dall’esterno, come pura subalternità che non può prendere parola.
In epoche recenti, l’enorme dibattito sviluppatosi in Europa e negli Stati Uniti sulla questione del velo, ha delineato un campo (tutto occidentale) all’inteno del quale si sono stabiliti parametri precisi a cui attenersi per attestare l’emancipazione femminile e la libertà di genere; questo stesso discorso, spesso e volentieri sviluppato proprio all’interno della tradizione femminista (bianca), è diventata, poi, intelaiatura teorica utile a giustificare operazioni militari di stampo neocoloniale. 
All’indomani dei fatti di Parigi, razzismo, sessismo e islamofobia ci sembrano mali dilaganti, da combattere con l’urgenza di restituire parole degne, all’altezza della complessità che il mondo ci sta mettendo davanti, opposte alle facili dicotomie schiacciate tra razzismo e buonismo. 
Ci chiediamo invece: è possibile decolonizzare il nostro sguardo femminista sul mondo?  È pensabile una prospettiva queer situata, che si ponga anche il problema dei confini razziali e religiosi che vengono tracciati, spesso al suo stesso interno? Come pensare una modernità che sia davvero emancipatoria per tutte e tutti, ma multifocale, e non emanata unidirezionalmente da un centro verso le periferie?
L’intersezionalità delle lotte delle black women, i femminismi postcoloniali e l’esempio recente delle donne curde, che rivendicano la propria appartenza religiosa mentre combattono lo Stato Islamico, ci sembrano punti saldi da cui partire. 
Senza alcuna pretesa di esaustività, ma, al contrario, rivendicandoci la necessità collettiva di trovare parole nuove all’altezza dei tempi, vorremmo proporre una serie di dibattiti, condivisioni, incontri pubblici su questi temi. 

Il primo incontro, introduttivo, si terrà Sabato 12 Dicembre, presso Exploit, e si aprirà con il contributo fondamentale di Federico Oliveri, ricercatore non strutturato presso il CISP – Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace, membro del progetto CIRQUE – Centro Interuniversitario di Ricerca Queer

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